[../../../../_private/disc6_ahdr.htm]

Re: Donne soldato. Il parere dello psichiatra

Da: Dario Quintavalle
Data: 12/23/00
Ora: 6:25:33 PM
Nome remoto: 151.21.32.237

Commenti

Direi di psicanalizzare lo psicanalista: perché Andreoli fa queste considerazioni? E perché una rivista femminile le sollecita? Non bisogna essere dei Sigmund Freud per dare una risposta: perché l'arrivo delle donne-militari anche in Italia mette a soqquadro ruoli culturali collaudati, spiazza il machismo strisciante e la sua versione femminile, il mammismo.

Andreoli ci comunica rassicurante che le donne-soldato saranno soprattutto "donne", cioè, secondo tutti gli stereotipi italioti, mamme, dolci, comprensive. E pacifiche. In una parola "femminili". Il potere? E' maschile! La guerra? E' maschile!

Sveglia! Margaret Thatcher, che portò il suo paese a combattere per le Falkland era una donna. Golda Meir era una donna. L'idea che ci sia un modo femminile, dolce, di esercitare il potere, e non solo quello militare, è solo una emerita sciocchezza, sconfessata dalla storia.

Raramente ho letto un simile concentrato di banalità spacciate per considerazioni scientifiche.

Uno scienziato non parla per luoghi comuni, ma solo dopo aver sperimentato i dati di realtà. Andiamo a studiare le motivazioni delle donne vere, quelle che la carriera militare l'hanno abbracciata, o almeno ci hanno provato. Scopriremo che sono motivazioni serie, che le donne che vogliono fare il soldato non vogliono solo vestire una divisa, ma essere militari fino in fondo. Vogliono essere donne, sì, ma donne del 2000.

L'apertura alle donne dell'ultimo santuario dei maschi toglie tanti alibi. Di questo, tante femminucce e tanti maschietti, cui i ruoli stereotipati in fondo facevano tanto comodo, sono spaventatissimi.

[../../../../_private/disc6_aftr.htm]