Da: Dario Quintavalle
Data: 12/16/00
Ora: 7:33:16 PM
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16 dicembre 2000: giuramento delle prime allieve ufficiali dell'Accademia Militare di Modena. Reportage dei principali telegiornali nazionali, su una cerimonia che si svolge ogni anno, ma che è abitualmente ignorata, se non interviene il politico di livello. E anche (soprattutto) in quel caso, il mondo militare resta in secondo piano, la quinta del solito teatrino politico.
Dunque: l'ingresso delle donne nelle Forze Armate Italiane sta dando a queste una visibilità mediatica nuova, e anche, mi sembra, attirando simpatie. Perchè stupirsi, del resto? Un mondo fatto finora solo di maschi, già solo per il fatto di incorporare le donne diventa più rappresentativo dell'intera società. Logico che questa lo percepisca oggi meno "estraneo".
Però non sono tutte rose e fiori. In paesi dove l'integrazione delle donne nelle FFAA è una realtà da anni il loro ingresso è stato tutt'altro che facile e indolore, sia per le donne che per le forze che le hanno accolte.
A parte l'indubbia conquista civile (per il mondo femminile) e di immagine (per quello militare), il dibattito sull'effettivo miglioramento della capacità operativa degli eserciti al femminile è tutt'altro che concluso, e sta producendo risultati controversi. Le voci, anche dalla parte delle donne, sono discordanti.
Per dirla brutalmente: le donne sono capaci di fare la guerra? L'esercito bisex è certo politically correct, ma serve allo scopo per cui servono gli eserciti, che è in ultima analisi, combattere?
A queste spinose domande non abbiamo una risposta. Non ce l'hanno nemmeno i paesi che ci hanno preceduto in questa esperienza, ma almeno si sono posti il problema senza falsi pudori. Vi rinviamo alla rubrica libri, dove potrete documentarvi su questo dibattito.
E poi dire, sperabilmente, la vostra sul Forum ;-)
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