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Re: Militari e massmedia

Da: Dario Quintavalle
Data: 1/14/01
Ora: 9:36:18 PM
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Commenti

I militari in TV non sembrano essere dei grandi comunicatori, e questo, per dei condottieri, è piuttosto grave, come è grave che non sappiano sostenere a schiena dritta un punto di vista delle persone che si suppone, dovrebbero resistere a ben più ardue prove. 

Però siamo giusti: la TV non premia chi ha qualcosa da dire, anche se non sa dirlo bene. Piuttosto premia chi non ha nessun messaggio, ma <tiene bene> il video. E' bastato un "Grande Fratello" qualunque per trasformare in celebrità nazionale una dozzina di ebeti qualunque. 

C'è rimedio alla crisi comunicativa? Sì che c'è, e, aggiungo, bisogna applicarlo in fretta. Finchè le FFAA hanno vissuto sulla rendita della leva, hanno potuto permettersi di essere un corpo sostanzialmente estraneo alla società civile, adesso no. Bisogna mettere in atto tutti gli strumenti di public relations. 

Siamo un paese che produce cinematografia: come mai non riusciamo ad avere film di argomento militare? Il governo finanzia film che nessuno va a vedere (ricordate il mitico "Mutande Pazze" di Marina Ripa di Meana?), si può spendere qualche lira anche per cose serie? (A quando un kolossal su De La Penne?) Da tempo negli USA esiste un'alleanza tra Hollywood e le forze armate americane. Una collaborazione di mutua soddisfazione che dà ai militari prestigio e visibilità, e consente loro di farsi conoscere e apprezzare dalla società americana. Perché non riproporla in Italia? 

[Certo, se l'industria cinematografica italiana non sa riflettere il mondo militare è pure colpa di leggi assurde. Lo sapete che per legge le divise non possono essere riprodotte nei film? Badateci, vedrete sempre stellette a sei punte e obbrobri simili...]

Sul tema, vi invito a dare un'occhiata alla rubrica "Libri e film". E poi a dire la vostra.

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