Da: Dario Quintavalle
Data: 11/24/00
Ora: 11:39:36 PM
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Sì, la recente sentenza della Corte Costituzionale è un bel passo avanti, almeno sul piano logico: è stato cancellato il reato di Vilipendio alla Religione di Stato in un paese che NON HA una religione di stato... I miei testi giuridici (sono laureato in Legge) facevano penose contorsioni per spiegare questa assurdità. Però non mi sentirei di cantar vittoria. Dopo 50 anni di Repubblica abbiamo ancora il Codice Penale del '30, firmato da Vittorio Emanuele e Benito Mussolini. Vi sentireste tranquilli sapendo che in Germania è ancora vigente il Codice Nazista? Non è soltanto il problema dei rapporti tra Chiesa e Stato che dovrebbe preoccupare, ma anche quello dei rapporti tra Stato e Cittadino, improntato a una concezione ancora troppo autoritaria. Il nostro codice in Camicia Nera, seppure scolorita col tempo e le sentenze della Corte Costituzionale, mette al primo posto (Titolo I) i delitti contro la personalità dello Stato, e al penultimo (Titolo XII) i delitti contro la persona. Della parola "libertà" non c'è traccia. Per capirci: nel codice francese l'ordine è esattamente opposto: prima i delitti contro la persona, poi quelli contro la società, e solo alla fine quelli contro lo Stato. In sintesi: in 50 anni di Repubblica diversi parlamenti e governi democraticamente eletti non sono riusciti a rivoluzionare il rapporto tra Stato e Cittadini, continuando a usare la legislazione penale come strumento dell'ordine costituito, piuttosto che come difesa dei singoli. Il Codice Penale continua a difendere lo Stato dai Cittadini, piuttosto che i Cittadini dai delinquenti (e dagli abusi dello stesso Stato, come si converrebbe a un Paese liberale). E a presidio di quest'ordine c'è uno schieramento di forze dell'ordine - militari e paramilitari - che non ha l'eguale per dimensioni in Europa (e protetto da una legislazione illiberale: anche qui, il Vilipendio a Pubblico Ufficiale è stato abolito dalla Corte Costituzionale...), ma che non brilla certo per efficienza. Vi stupite, allora, che il cittadino comune si fidi più della Chiesa che dello Stato? Sarebbe strano il contrario. Lo Stato, nella concezione ancestrale dell'italiano, resta il nemico da cui difendersi. C'è un Diritto dell'Autorità e un Diritto della Libertà. Quest'ultimo, da noi, è una materia ancora troppo poco conosciuta.
Dario Quintavalle -
PS Signor Generale, lasci stare i politologi americani e le loro spocchiose opinioni sul nostro paese: se c'è un posto dove la litigiosità giuridica è massima, sono proprio gli Stati Uniti. 500 avvocati sono stati schierati dai due pretendenti al trono presidenziale, che dipende dai coriandoli delle schede. Se non è il regno del cavillo quello....
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