Da: Dario Quintavalle
Data: 12/8/00
Ora: 1:26:29 AM
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Dalla lettera di un lettore di Acerra al Corriere della Sera:
"Ho 20 anni e conosco chi sono i boss della mia città, tutti li conoscono. La gente di Acerra sa anche chi sarà il prossimo «pezzo», i morti ammazzati li chiamano così. I camorristi li conosciamo e li vediamo, tutti i giorni, per strada, a prendere il caffè, a comandare le loro truppe. Omertà? Da Roma è facile parlare e giocare a fare gli sceriffi; ma nelle strade, quando i boss ti passano a fianco, è difficile avere il coraggio di reagire. Se poi vedi che la polizia fa finta di non vedere il contrabbandiere, non va a prendere gli spacciatori pur sapendo dove abitano, ti dice che è inutile fare denunce per furti o rapine, tanto i ladri non li prenderanno mai, allora quel coraggio di reagire non verrà mai! La camorra vince ad Acerra, e a Napoli, perché è lunica istituzione che funziona: se ti rubano un motorino e vai dal boss, lo ritrovi il giorno dopo sotto casa. Se ti rubano il motorino e vai dai carabinieri, ti dicono che è inutile fare la denuncia. La camorra vince perché siamo soli, abbandonati da uomini di Palazzo che fanno le leggi senza avere lumiltà di scendere per le strade e nelle piazze. "
Intanto, un cittadino di Secondigliano, che ha reagito e ucciso il suo rapinatore, è stato arrestato.
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