-----Messaggio
originale-----
Da: Dario Quintavalle []
Inviato: giovedì 3 maggio 2001 22.00
A: **
Oggetto: Italia - Danimarca 1-0
Insomma, arriva in mattinata di giovedì scorso una telefonata allarmante da Copenhagen.
Una signora danese, residente da 36 anni a Roma e cittadina italiana, deve rinnovare la carta d'identità. Tra i documenti richiesti c'è la registrazione dell'atto di nascita. E lei non l'ha (in Danimarca ci sono solo gli atti di battesimo, non numerati, perché c'è la Chiesa di Stato, altro che Vaticano...).
La signora, all'idea di confrontarsi di nuovo con la burocrazia italiana, e memore di passate nefande esperienze , è in preda al panico.
E' la madre di cari amici e mi offro di accompagnarla io.
Cosa che faccio oggi, alla XIX circoscrizione.
La signora è letteralmente tremante, in preda all'ansia più nera: che si scioglie con stupore quando vede che le fanno la carta d'identità senza problemi e gliela consegnano subito.
In un italiano gutturale (si sa, i danesi sono belli, ma sembra abbiano tutti il mal di gola) continua a ripetere: "Non ci posso kredere!", ed è la sintesi di una persona che in oltre 30 anni le ha viste proprio tutte.
Bene, spero che la voce si sparga e che tornino le tante danske che venivano in Italia attratte dal nostro Paese e poi, dopo qualche anno se ne son tornate al freddo e al gelo del Nord perché "qui non è possibile vivere!".
Una tantum abbiamo fatto una bella figura.
Grazie alla Funzione Pubblica, della quale mi onoro di far parte, anche se mi hanno messo in uno sgabuzzino
Una domanda, però: la signora,
è una violinista e vive in Italia, paese dell'Opera: Ma se fosse stata una
imprenditrice che veniva a portare nel nostro Paese investimenti e lavoro,
avrebbe resistito 36 anni a farsi torturare dalla burocrazia?
Quante occasioni abbiamo perso grazie alla burocrazia?
Dario